San Biagio: il santo da invocare per il mal di gola

San Biagio: il santo da invocare per il mal di gola

La devozione a San Biagio di Sebaste, medico e patrono degli otorinolaringoiatri, che cura le malattie della gola. I santi ausiliatori. Quando e chi invocare quando si sta male.

San Biagio è sempre stato oggetto di un particolare culto, da parte dei suoi fedeli. Oltre che come eccellente vescovo e martire, al quale sono stati attribuiti molti miracoli e prodigi, egli viene ricordato nella sua qualità di medico, e in particolare come santo da invocare in caso di malattie della gola. Questa è la ragione per cui è considerato tra le altre cose il patrono degli otorinolaringoiatri, i medici che curano le patologie dell’orecchio, del naso e appunto della gola.

È sempre stato costume comune, fin dalle origini del culti dei santi, attribuire a uno o all’altro tra di essi la facoltà di proteggere da particolari malanni, o addirittura di guarire dalle malattie.
Questa forma devozionale popolare era assai diffusa soprattutto nel Medioevo, e a partire dal XIII secolo si sviluppò in Germania una forma di devozione cumulativa rivolta ai cosiddetti Santi Soccorritori o Ausiliatori. Si tratta di un gruppo di quattordici Santi ai quali erano associati i rimedi di una serie di malattie e problemi di salute vari, dal mal di testa alla febbre, dall’epilessia alla peste, dal mal di denti alla lebbra. Nel XV secolo Papa Niccolò V stabilì il giorno 8 agosto come festa collettiva per questi 14 santi, il culto dei quali venne tuttavia soppresso nel 1969 da Papa Paolo VI.

I quattordici santi soccorritori o ausiliatori sono: Acazio (emicrania, agonia), Barbara (febbre, fulmini, morte improvvisa), Biagio (mal di gola), Cristoforo (peste, uragani, incidenti di viaggio), Ciriaco (tentazione, possessione del diavolo), Dionigi (mal di testa, sifilide), Egidio (sterilità, panico, paure notturne, epilessia, pazzia, eruzioni cutanee), Erasmo (dolori addominali e intestinali, rischi del parto), Giorgio (peste, lebbra, malattie della pelle), Eustachio (ustioni, fuoco eterno), Caterina d’Alessandria (malattie della lingua e linguaggio), Margherita di Antiochia (rischi del parto), Pantaleone (consunzione), Vito (malattie psichiche, letargia, corea, epilessia, idrofobia).

Chi è San Biagio

San Biagio visse in Armenia tra il III e il IV secolo. Probabilmente nacque nella città di Sebaste, o Sebastea, oggi in Turchia, della quale divenne vescovo. Praticava anche la professione di medico. Di lui non si sa molto, poche storie spesso discordanti tramandante a voce e in antiche agiografie. Subì il martirio per la sua fede, e morì decapitato dopo essere stato a lungo torturato con i pettini di ferro usati per la cardatura della lana. Molte leggende si sono tramandate su di lui, come che quando per sfuggire alle persecuzioni si rifugiò tra i monti gli animali della foresta andavano a trovarlo, dolci e mansueti, tanto che perfino un lupo, che aveva rapito il maiale di una povera donna, lo restituì, per ordine del santo.

Il suo culto è festeggiato il 3 febbraio, giorno presunto della sua morte. Sebbene i suoi resti, imbarcati per essere portati a Roma, finirono a causa di una tempesta sulla costa di Maratea, dove vennero raccolti e conservati in una cappella nella Basilica di Maratea, sul monte San Biagio, molte chiese in tutto il bacino del Mediterraneo esponevano come reliquie frammenti del suo corpo. Questo contribuì alla diffusione del culto di questo santo, al quale, anche dopo la morte, vennero attribuiti straordinari poteri di guarigione.

Tra le varie statue che raffigurano il santo, ricordiamo la statua d’argento custodita nella Basilica di Maratea. Si tratta della fedele replica di un originale settecentesco rubato.

Tra i diversi miracoli a lui attribuiti, ricordiamo il salvataggio di un bambino che rischiava di soffocare dopo aver ingerito una lisca di pesce. San Biagio avrebbe inoltre difeso con le sue stesse mani la Basilica di Maratea, dove giacciono i suoi resti, fermando con le dita una palla di cannone sparata dai francesi durante l’assedio del dicembre 1806, come mostrano le impronte ancora presenti sulla suddetta palla.

Fiuggi nel 1298 avrebbe fatto scaturire fiamme miracolose per scoraggiare le truppe papali che voleva cingere d’assedio la città. Per questo venne eletto patrono e ancora oggi, in suo onore, la sera del 2 febbraio si bruciano in piazza grandi cataste di legna, le stuzze.

San Biagio è anche compatrono di Salemi, vicino a Trapani. Nel 1542 la regione venne devastata da un’invasione di cavallette, che distrussero i raccolti condannando tutti alla carestia. Le preghiere a San Biagio liberarono i contadini da questa calamità, e da allora, in occasione della festa del santo, vengono preparati dei pani in miniatura, detti “cavadduzzi”, cioè cavallette e “cuddureddi”, fatti a forma di gola. Poi i fedeli accorrono nella chiesa dedicata al santo, e davanti alla statua di San Biagio fanno benedire i “cuddureddi” e i “cavadduzzi”. Anche chi soffre di problemi di gola si fa benedire dal sacerdote con due candele accese e incrociate. Negli ultimi anni c’è anche una grande rievocazione storica che ricorda il miracolo delle cavallette.

Nel monastero dedicato a San Biagio a Durazzo, in Albania, si dice che ancora nel XX secolo una roccia abbia iniziato a stillare un olio dagli incredibili effetti curativi. Migliaia di testimoni avrebbero assistito al miracolo e ancora oggi il luogo è destinazione di pellegrinaggi.

Perché è considerato il santo protettore della gola

Tra le molte storie su di lui si racconta anche che non solo San Biagio salvava vite con la sua arte medica, ma anche con la preghiera, in nome di Dio, e che avesse salvato molte persona che rischiavano di morire soffocate da ossa o spine conficcate in gola, con il suo tocco miracoloso.

Sui Libri Medicinales di Ezio di Amida, scrittore greco di medicina vissuto nella prima metà del VI sec. in Mesopotamia, si legge, in riferimento alla cura del mal di gola:

«Se la spina o l’osso non volesse uscire fuori, volgiti all’ammalato e digli «Esci fuori, osso, se pure sei osso, o checché sii: esci come Lazzaro alla voce di Cristo uscì dal sepolcro, e Giona dal ventre della balena.» Ovvero fatto sull’ammalato il segno della croce, puoi proferire le parole che Biagio martire e servo di Cristo usava dire in simili casi «O ascendi o discendi».»

Preghiera a San Biagio per la gola

Ancora oggi San Biagio viene considerato il protettore di chi soffre di malanni più o meno gravi alla gola, tanto che è stata scritta una preghiera a lui dedicata, con riferimento al miracolo della lisca di pesce:

O Glorioso San Biagio, che, con una breve preghiera, restituisce la perfetta sanità ad un bambino che per una spina di pesce attraversata nella gola stava per mandare l’ultimo anelito, ottenete a noi tutti la grazia di sperimentare l’efficacia del vostro patrocinio in tutti i mal di gola, ma più di tutto, di mortificare colla fede pratica dei precetti di Santa Chiesa, questo senso tanto pericoloso, e di impiegare sempre la nostra lingua a difendere le verità della fede tanto combattute e denigrate ai giorni nostri. Così sia 

Prodotti dei monasteri

Oltre alle preghiere e alla devozione a San Biagio, un buon rimedio contro il mal di gola e i malanni di stagione può essere costituito dai prodotti dei monasteri, in particolare propoli spraycaramelle e prodotti dell’alveare.

In particolare il propoli spray gola dell’Erboristeria Benedettina si rivela un alleato prezioso per affrontare la stagione fredda. Infatti di tratta di un potente antisettico, che da un lato impedisce la moltiplicazione di germi, batteri e virus, dall’altro uccide i batteri e rinforza le difese immunitarie.

Questa resina che le api utilizzano da sempre per rinforzare, sigillare e disinfettare l’alveare, presenta virtù miracolose anche per affrontare il cambio di stagione e i rigori dell’inverno con una marcia in più. Fin dall’antichità, presso le civiltà degli egizi, dei greci e dei romani, questa sostanza veniva usata come componente per i profumi e come medicina, per estrarre spine e aculei, ridurre il gonfiore, lenire i dolori articolari, e in particolare come rimedio contro la tosse.

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Anche molte delle caramelle e dolciumi prodotti nei monasteri o realizzate secondo antiche ricette esclusive dei monaci, hanno notevoli proprietà balsamiche, oltre a essere deliziose. Alcune hanno anche azione antibatterica, come le caramelle ai propoli prodotte secondo la ricetta dei monaci dell’Abbazia di Finale Ligure.

Prodotti alveare: proprietà benefiche del miele e degli altri prodotti

In generale tutti i prodotti derivati dalle api sono eccellenti rimedi contro il mal di gola, la tosse, e aiutano ad affrontare l’inverno fortificando le difese immunitarie.

Parliamo di miele di vario tipo, millefiori, acacia, tiglio, eucalipto, arancio, ma anche pappa realepollinipropoli, tutti prodotti con metodi naturali dai monasteri italiani.

Del propoli abbiamo già scritto, lodando la sua funzione antisettica.

Il miele è un eccellente antibiotico naturale, oltre a essere una fonte di zuccheri semplici molto energetica.

Il polline rafforza e nutre tutto l’organismo, grazie ai preziosi elementi nutritivi di cui è composto, è un insostituibile adattogeno e antiossidante e sostiene negli stati di affaticamento fisico e mentale.

La pappa reale infine rafforza l’organismo permettendogli di affrontare meglio i cambi di stagione e i periodi di stress.