Prima Comunione e Matrimoni al tempo del Covid: riflettiamo di più sui loro significati

Prima Comunione e Matrimoni al tempo del Covid: riflettiamo di più sui loro significati

Comunioni, cresime e matrimoni al tempo del Covid-19: come la pandemia ha cambiato la nostra percezione dei sacramenti e le modalità con cui celebrarli.

Indossare la mascherina, mantenere il distanziamento sociale, lavarsi le mani il più spesso possibile. Ormai queste sono le regole del vivere civile, le modalità in base alle quali ci viene chiesto di regolare la nostra quotidianità al lavoro, a scuola, nei locali pubblici, e ovunque sia prevista l’interazione con gli altri. Compresa le chiese. In questo scenario ha senso parlare di comunioni e matrimoni al tempo del Covid?

La questione presenta molteplici risvolti. È vero che il Covid-19 ha modificato in modo profondo alcuni aspetti della nostra vita, costringendoci ad adeguarci a una serie di cambiamenti che sembrano destinati ad accompagnarci ancora per molto, molto tempo. Tuttavia è anche vero che le celebrazioni comunitarie, come può essere la Santa Messa domenicale, e ancora di più le cerimonie che accompagnano il battesimo di un nuovo nato, la prima comunione di un bimbo o una bimba, la cresima, o l’unione in matrimonio di una giovane coppia, appartengono alla nostra società e sono componenti della vita di ciascuno di noi ai quali è impossibile rinunciare.

Per quanto riguarda la messa, con la riapertura delle chiese a maggio sono state sancite delle regole finalizzate a permettere alla comunità cristiana di tornare insieme, ma in sicurezza. Oltre ai tanti dispositivi per celebrare la messa in sicurezza imposti ai sacerdoti e ai fedeli, anche nelle chiese vige il distanziamento sociale, regolato dallo spazio tra una sedia e l’altra, da cartelli che inibiscono la seduta in alcuni posti, dalla disposizione a scacchiera delle sedie, tutto per garantire che tra le persone ci sia sempre la distanza di almeno un metro davanti e ai lati, oltre che dal divieto di scambiarsi il segno di pace.

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Ovviamente c’è l’obbligo della mascherina e dei vari dispositivi di protezione individuale. A ogni ingresso dell’edificio di culto le acquasantiere sono state svuotate e al loro posto sono stati posizionati dispenser di soluzione igienizzante.

Anche la distribuzione dell’Eucarestia, il momento più alto della celebrazione, è stato cambiato dalla pandemia. Il sacerdote ora utilizza pissidi col coperchio girevole, composto da due mezzelune in plexiglass di cui una è fissa e l’altra mobile. In questo modo il sacerdote può prendere la particola senza alzare il coperchio ogni volta, semplicemente ruotando la mezzaluna girevole, per poi richiudere la pisside con un semplice gesto.

Anche calice e patena dovranno essere coperti con coperchi di plexiglass durante la preghiera eucaristica. Inoltre, non potendo mettere l’ostia nella bocca del fedele, alcuni sacerdoti utilizzano pinze eucaristiche, per la distribuzione delle ostie consacrate. Se in un primo tempo i celebranti avevano l’obbligo di indossare guanti monouso, ora l’obbligo dei guanti è stato sostituito da quello della detersione frequente delle mani con apposito gel igienizzante.

In ogni caso sarà sempre opportuno che il sacerdote eviti qualsiasi tipo di contatto con le mani dei fedeli. Anche per la confessione sono state stabilite nuove regolamentazioni, che in molti casi richiedono l’uso dei separatori parafiato in plexiglass.

Niente libretti dei canti né altro materiale cartaceo. Niente cori, al massimo un cantante solista.

Niente offertorio, ma un volontario all’ingresso che raccoglierà eventuali offerte in un’apposita borsa per questua in metallo o altro dispositivo sicuro.

Con queste premesse ha senso parlare di matrimoni al tempo del Covid-19?

Come per le norme di accesso e comportamento nelle chiese e durante la messa, anche per le celebrazioni dei sacramenti la Conferenza Episcopale Italiana cerca di seguire le regole imposte dall’autorità civile. Ogni diocesi poi si organizza al meglio per garantire il più possibile ai fedeli una regolarità di riti e celebrazioni, compatibilmente con la crisi sanitaria. Anzi, è proprio la pandemia, con le sue restrizioni, con i lunghi mesi di lockdown durante i quali siamo stati costretti a casa, ad aver reso ancora più evidente quanto sia importante per tutti noi condividere il nostro tempo e le nostre emozioni con chi ci è caro. Passare del tempo con amici e parenti, condividere momenti preziosi della vita, è diventato all’improvviso qualcosa di affatto scontato. Proprio nel momento in cui siamo stati costretti a stare lontani ci siamo scoperti più che mai dipendenti da questa rete di affetti e partecipazione reciproca all’esistenza altrui. Come si dice, capisci l’importanza di qualcosa solo quando sei a un passo dal perderlo.

In quest’ottica anche i sacramenti assumono una dimensione diversa e nuova. Anzi, in un certo senso tornano a rivestire il loro significato primitivo, il vero motore spirituale e comunitario che li dovrebbe animare. Sarebbe inutile ricordare come, negli ultimi anni, sempre più spesso queste occasioni siano diventate eventi in cui ostentare sfarzo e abbondanza, con ricevimenti sopra le righe, organizzati solo per non sfigurare davanti a amici e parenti, o quasi per competere con quelli a cui si era stati invitati in precedenza. Anche le feste e i banchetti per le comunioni, nella loro magnificenza e sfoggio eccessivi, con bambine spesso abbigliate come piccole spose, hanno distolto forse un poco l’attenzione dal vero significato della Prima comunione per un giovane cristiano.

Con questo non vogliamo assolutamente affermare che non ci sia nulla da festeggiare!

La prima comunione, la cresima, il matrimonio, come tutti i sacramenti, sono momenti preziosi e irripetibili, e meritano la giusta glorificazione, con belle bomboniere scelte con cura, perché tutti i partecipanti possano conservare un bel ricordo della giornata, abiti adeguati all’occasione, condivisione di buon cibo con gli amici. Però, come ci ha ricordato papa Francesco parlando del matrimonio cattolico in Chiesa:

“Non è semplicemente una cerimonia che si fa “in” chiesa, coi fiori, l’abito, le foto. Il matrimonio cristiano è un Sacramento che avviene “nella” Chiesa e che “fa” anche la Chiesa, dando inizio a una nuova comunità familiare.”

Ecco, questo vale per tutti i sacramenti, per tutte le celebrazioni che ora, Covid permettendo, tornano ad essere celebrate. Che ci siano tanti o pochi invitati; che si indossi o meno la mascherina, che magari non permette di ammirare lo splendido make up della sposa, anche se dal 27 giugno, almeno all’altare, gli sposi non sono più obbligati a indossarla; anche se si dovrà rinunciare al ristorante prestigioso, perché non consente un adeguato distanziamento tra gli invitati, e non ci sarà un buffet faraonico; nonostante nelle foto dovremo restare un po’ più lontani, con buona pace del povero fotografo, così come nei balli, però la cosa davvero importante sarà che saremo lì, insieme a coloro che amiamo di più, a condividere un momento di fede e gioia, che sia accompagnare un nuovo comunicando o cresimando in un passaggio fondamentale del suo percorso spirituale, o ad assistere alla nascita di una nuova famiglia, benedetta da Gesù.

Ecco, solo questo dovrebbe contare davvero. Poche regole da seguire, per la sicurezza di tutti, ma soprattutto la consapevolezza di quanto sia importante l’occasione che stiamo vivendo, e quanto siamo fortunati a poterla condividere con chi ci è caro.

Abiti Prima Comunione

La Prima Comunione è uno dei sacramenti più importanti  nella vita di un giovane cristiano. Come abbiamo ampiamento affrontato in un articolo precedente, la Prima Comunione celebra il momento in cui, per la prima volta, un giovane cristiano potrà accostarsi alla Santa Eucarestia. Potrà partecipare a tutti gli effetti alla Messa, ricevendo dal Sacerdote il Corpo di Nostro Signore Gesù.

Il giorno della Prima Comunione viene resa sempre una festa a tutti gli effetti, celebrando questa giornata con un grande pranzo, con tanti invitati tra cui parenti e amici. Della Prima Comunione si ricorda una giornata con regali, con un abito speciale per il giovane festeggiato, siamo tutti d’accordo che è bello avere un ricordo fantastica di questa giornata. Tuttavia, non bisogna fare in modo che tutti questi elementi esterni si trasformino nel vero nucleo della giornata, nel centro della celebrazione, facendo passare in secondo piano il vero significato dottrinale e spirituale del sacramento in sé.

È giusto rendere il giorno della Prima Comunione una grande festa per il bambino/a che si accosta per la prima volta all’Eucarestia, nello stesso tempo però dobbiamo fare attenzione a non allontanarci dal significato dottrinale e spirituale del sacramento.

Avvolte viene data troppa enfasi agli aspetti esteriori di questo evento così prezioso, e, così facendo, in qualche modo, se ne tradisce il senso spirituale più profondo e autentico. Magari tanti di voi se ne saranno resi conto partecipando ad eventi del genere, bambine che arrivano davanti alla chiesa in carrozza o limousine, fuochi d’artificio esagerati in stile capodanno, abiti da cerimonia che trasformano le bambine in spose e principesse.

Avete ma provato a cercare un internet ‘abito da comunione’? Pizzi, fronzoli, lunghi strascichi, più adatti a una principessa Disney che a qualcuno che è giunto alla fine di un percorso spirituale e umano profondo e significativo!

Alcune parrocchie tentano di ovviare almeno al problema dell’abito offrendo in affitto ai ragazzi delle tuniche bianche, molto semplici, bianche, e imponendo loro di usarle durante la cerimonia. La tunica bianca esprime da sola tutta la semplicità e la purezza che ci si aspetta da questi nuovi, giovani cristiani, invitati per la prima volta a ricevere l’Eucarestia.

Ecco i nostri 4 modelli di Abiti per la Prima Comunione. Abiti ideali per ragazzi e ragazze grazie al modello basic, semplice e lineare con cui sono stati realizzati. Due modelli realizzati in tessuto coprente e altri due modelli realizzati con tessuti leggeri.

Guarda la gallery e scopri i nostri Abiti da Prima Comunione firmati In Primis, brand di Holyart.

tunichetta prima comunione tessuto coprente
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Tunichetta Prima Comunione tessuto bianco Coprente, linea In Primis, brand di Holyart. Abitino bianco per il rito della Prima Comunione, realizzato in stoffa coprente affinché non si notano gli indumenti indossati sotto la tunica.
Modello semplice e lineare, il tessuto è facile da lavare e non si stropiccia facilmente. Tunichetta disponibile in taglie standard, che equivalgono alla misura presa dalla spalla ai piedi
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abitino comunione basic
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Abitino Comunione linea In Primis, brand di Holyart. Abitino bianco per il rito della Prima Comunione, realizzato in stoffa coprente, modello basic con collo largo. Tessuto facile da lavare che non si stropiccia facilmente. Disponibile in taglie standard, che equivalgono alla misura presa dalla spalla ai piedi.
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tunica prima comunione bianco
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Tunica Prima Comunione bianco, linea In Primis. Modello semplice e lineare. A differenza delle altre due tuniche precedenti è realizzata in tessuto leggero in poliestere, facile da lavare con una vestibilità comoda. Non Coprente. Disponibile in taglie standard, misura presa dalla spalla ai piedi.Acquista su Holyart
abitino prima comunione leggero
abito prima comunione leggero
Tunica Prima Comunione bianco, linea In Primis. Modello collo largo. Tunica semplice, lineare, tonalità bianco puro. Tessuto leggero in poliestere, facile da lavare con una vestibilità comoda. Non Coprente. Disponibile in taglie standard, misura presa dalla spalla ai piedi.Acquista su Holyart