Icone russe famose: le 5 icone più importanti

Icone russe famose: le 5 icone più importanti

Le icone russe famose sono esempi folgoranti di un’arte antica, di una tradizione millenaria che trae le sue origini dagli splendori bizantini e abbraccia secoli di storia e sovvertimenti politici e sociali, restando sempre fedele a se stessa. Conosciamole meglio.

Il fascino delle icone russe è davvero senza tempo. Attraverso i secoli, a partire dalle origini stessa della chiesa russa ortodossa, poco prima dell’anno 1000, esse sono diventate emblema di un’espressione religiosa solenne e viscerale, che trae spunto da suggestioni antiche, orientali, e che per moltissimo tempo è rimasta incontaminata da tutte quelle innovazioni e rivoluzioni che hanno invece travolto e stravolto l’arte occidentale di epoca in epoca.

Come è ragionevole immaginare per un paese grande e abituato a tempi molto lunghi per i mutamenti, anche l’arte delle icone religiose è rimasta a lungo immutata e immutabile, e tuttavia

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Icone sacre. Il solo menzionarle evoca suggestioni esotiche e affascinanti, un modo di vivere la religione solo apparentemente lontano da quello moderno. Scopriamo i segreti di quest’arte antica… Leggi di più

il simbolismo che pervade le icone russe non cessa di affascinare e conquistare, ancora oggi. Anzi, forse proprio la perdita preoccupante di valori e punti di riferimento, la decadenza del gusto, accelerata in modo insopportabile dalla velocità spasmodica con cui tutto cambia, rendendo il nuovo già vecchio in un istante, rende ancora più necessario il recupero di una certa iconografia che, per sua stessa definizione, è quasi più un trattato di teologia che una semplice espressione artistica. Non per niente in un articolo esaustivo, “Le Icone Sacre: la guida completa“, abbiamo definito il creatore di icone più uno scrittore che non un pittore. Questo perché ogni icona russa racconta una storia fatta di tante storie intrecciate, di riferimenti evangelici, di messaggi spirituali nascosti in ogni dettaglio, in ogni particolare.

La particolarità delle icone sacre russe nasce proprio dal fatto che esse sono espressione di una religiosità profonda e unica, ma anche il sunto della cultura nazionale russa, degli ideali spirituali di questo popolo dalla fede incrollabile.

Storia delle icone russe antiche

La storia delle icone russe nasce nel Medioevo, verso la fine del IX secolo, con la cosiddetta Rus’ di Kiev, una delle prima monarchie slavo-orientali, che riunì sotto un unico principe cristiano numerose tribù slave in un unico, forte stato. Questo stato si estendeva attraverso i territori attualmente occupati da Ucraina, Russia occidentale, Bielorussia, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia orientali. Kiev ne era la capitale, e il regno si chiamava Rus’, o Terra di Rus’, o ancora Rus’ di Kiev.

Come abbiamo già accennato, la base artistica, ma anche teologica delle icone cristiane ortodosse è bizantina. Dall’arte dell’Impero bizantino derivano i canoni a cui tutte le icone ortodosse russe sono riconducibili. In particolare la solennità e la drammaticità dell’arte di Bisanzio si sposarono splendidamente con il desiderio di manifestare il mistero e la presenza di Cristo Salvatore. Ma non solo. Anche Maria Vergine è un soggetto tematico ricorrente nell’iconografia russa, fin dalle origini.

L’arte delle icone russe fiorisce tra il XIV e XV secolo, proprio mentre l’Impero bizantino va incontro al suo crollo. Sono anni di santi e peccatori, di invasioni sanguinose e fede ardente. Tra il 1350 e il 1450 l’arte pittorica russa conosce il suo apogeo e subito dopo inizia a distaccarsi dai canoni bizantini, orientandosi verso uno stile nuovo, sempre più legato alla cultura, alla storia, alle tradizioni russe. In particolare si possono individuare tre fattori storici, sociali e politici che hanno influenzato profondamente questa evoluzione: lo sviluppo politico-civile della Russia ortodossa e nazionalista, che rivendica le proprie tradizioni come motore della propria forza e del proprio sviluppo; il nodo spirituale venutosi a creare intorno al monastero della S. Trinità e di San Sergio di Radonez, a opera dei grandi asceti russi; l’arrivo in Russia di Teofane il Greco, artista bizantino di grande talento, che influenzò in modo imprescindibile l’arte russa.

Un altro grande artista, forse il più importante per l’arte russa, fu il monaco Andreij Rublev, nato intorno al 1370, autore della famosa Icona della Trinità. Le sue icone piatte, allungate e senza dimensione influenzeranno tutte le opere del XV secolo, con il loro profondo senso religioso.

Le cinque icone russe più importanti

Cinque icone in particolare sono considerate le più significative dell’arte russa. Sfortunatamente di due di esse si conservano solo le copie, ma ugualmente a queste immagini vengono attribuiti addirittura poteri miracolosi. Vediamole insieme.

Nostra Signora di Vladimir

Conservata oggi nella chiesa di San Nicola vicino alla Galleria Statale Tretjakov, a Mosca, l’icona nota come Nostra Signora di Vladimir è uno dei più significativi esempi di arte russa.

La sua iconografia è bizantina. Infatti si tratta di un dono fatto dal Patriarca di Costantinopoli al principe della Rus’ all’inizio del XII secolo. L’icona raffigura la Vergine Maria che tiene in braccio Gesù Bambino, il quale le si appoggia teneramente alla guancia. L’icona di Nostra Signora di Vladimir viaggio a lungo e cambiò spesso proprietario prima di trovare la sua attuale collocazione. È ritenuta miracolosa perché in più di un’occasione le venne attribuito il miracolo di aver difeso Mosca da terribili invasori. La prima volta avvenne nel 1395, quando Tamerlano decise all’ultimo momento e inspiegabilmente, di risparmiare la città, e successivamente l’icona salvò Mosca e i suoi abitanti altre due volte, durante le invasioni dei mongoli nel 1451 e 1480.

Nostra Signora di Kazan

Sfortunatamente di questa splendida icona è rimasta solo una copia custodita nel monastero Bogoroditskij di Kazan, dal quale l’originale venne rubato nel 1904. Già una volta l’icona era andata perduta, dopo un terribile incendio, nel XV secolo, ma venne trovata miracolosamente, grazie a una bambina che raccontò che la Madonna le era apparsa in sogno chiedendole di cercare la sua immagine tra le ceneri e la devastazione.
Uno dei simboli più adorati dai russi, è considerata la Santa Protettrice della Russia. Nel 1612, quando i polacchi avevano preso Mosca, venne portata dalle truppe di riconquista come emblema.

Il Theotókos di Smolensk

Anche del Theotókos purtroppo resta solo una copia conservata nella Cattedrale dell’Assunzione della città di di Smolensk.
Il nome dell’icona, Theotókos, viene dal greco “Genitore di Dio”, ma possiamo tradurla come “Madre di Dio”, dal momento che raffigura la Vergine Maria con il Bambino.

La leggenda vuole che l’autore di quest’opera sia nientemeno che San Luca Evangelista. L’imperatore bizantino la donò al futuro genero, il principe Vsevolod di Kiev, nel 1046, come dono di nozze e simbolo della nuova alleanza tra la Chiesa ortodossa e il neonato regno di Rus’.

Un’altra leggenda afferma che fu questa icona miracolosa a proteggere la Russia dall’invasione di Napoleone e, in generale, da tutti i nemici giunti da occidente nel corso dei secoli.

Sfortunatamente, durante l’invasione tedesca e l’occupazione di Smolensk tra il 1941 e il 1943, l’icona andò irrimediabilmente perduta.

“La Trinità” di Andrej Rublev

Abbiamo già citato quest’opera, oggi custodita alla Galleria Statale Tretjakov, a Mosca. Venne dipinta dal grande Andrej Rublev, uno dei più importanti pittori russi di tutti i tempi. Non raffigura la Vergine Maria, a differenza delle altre icone qui elencate, bensì tre angeli seduti alla tavola di Abramo, che rappresentano il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Nessun evento miracoloso è attribuito a questa icona, che tuttavia resta una delle più belle mai dipinte in Russia. L’armonia e la spiritualità che trasmette sono senza eguali.

L’Icona della Gioia inattesa

L’icona della Gioia inattesa nasce da una leggenda raccontata da San Dimitrij di Rostov, in cui un giovane ladro innamorato dell’immagine della Madonna raffigurata in un’icona, venne salvato da quest’ultima, che gli apparve invitandolo a cambiare vita.

L’icona rappresenta il ragazzo che dialoga con l’immagine della Madonna, e dunque è un’Icona nell’Icona.

Essa esprime tutta la devozione del popolo russo a Maria, madre misericordiosa, che raccoglie i timori, le lacrime degli uomini, che consola il pianto ed è sempre pronta a farsi tramite sollecita tra gli uomini e Dio.