Il cibo salutare ai tempi di Gesù

Il cibo salutare ai tempi di Gesù

Pane e focacce, pesce arrostito e frutta, olio e vino. Ecco il cibo salutare che si mangiava ai tempi di Gesù

Noi tutti conosciamo l’episodio descritto nei Vangeli dell’Ultima Cena: gli apostoli e Gesù raccolti nel cenacolo consumavano la cena di Pasqua, quando quest’ultimo prese il pane e il vino e li offrì ai compagni come Suo corpo e Suo sangue. Questa scena, dalla quale ha origine l’Eucarestia, viene descritta con significative differenze in tutti i Vangeli, ma nessuno degli evangelisti cita cos’altro ci fosse sulla tavola, oltre a pane e vino. In altri passi delle Sacre Scritture, tuttavia, troviamo riferimenti a ciò che la gente mangiava, e anche a quelli che erano gli alimenti di cui si nutriva Gesù. Ecco come nasce l’idea di questo articolo, dedicato al cibo salutare ai tempi di Gesù e dei suoi discepoli.

Parliamo di cibo salutare perché è molto probabile che Gesù e chi viveva con lui consumassero cibo sano, rispetto a quello che conosciamo noi. Ben lungi dal voler proporre oggi un modello alimentare paragonabile a quello biblico, riteniamo interessante soffermarci su come il cibo, elemento fondamentale di vita, sostentamento, ma anche socialità per tutte le civiltà e le culture, sia entrato nella Bibbia in vario modo. Pensiamo solo alla vita di Gesù, dalle nozze di Cana, il primo dei miracoli di Gesù, raccontato nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2:1-11), quando Egli trasformò l’acqua in vino, alla pesca miracolosa di Simon Pietro, di cui leggiamo nel Vangelo di Luca (Luca 5,1-10). Possiamo scoprire tra le righe degli Scritti Sacri molti riferimenti che ci aiutano a capire come e cosa si mangiava ai tempi di Gesù.

Intanto è interessante notare che Gesù viene spesso descritto intento a mangiare, e molte volte è in compagnia di personaggi ‘scomodi’, invisi ai più, come esattori delle tasse, peccatori e prostitute. Ma la Sua rivoluzione va oltre: nel Vangelo di Marco Gesù va contro quanto affermato nel Vecchio testamento, riguardo a cibi considerati impuri e dunque da non consumare, come il maiale o la lepre. Dice ai suoi discepoli: “«Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.” (Mc 7,18-19)

L’alimentazione nella Bibbia

Nelle Sacre Scritture è evidente lo stretto legame tra l’uomo e la terra, con tutti i frutti che Dio ha creato per il sostentamento dei suoi figli. Alberi da frutto, ortaggi, cereali sono alla base della vita, tanto che le principali feste religiose ebraiche sono strettamente connesse ai ritmi agricoli, dalla “festa degli azzimi”, in primavera, a quella “della mietitura” o quella “del raccolto” o “delle capanne” in autunno. Non a caso anche Gesù utilizzerà i concetti di semina e raccolto in alcune delle sue parabole. In generale il cibo della Bibbia è costituito soprattutto da cereali e legumi. Il pane era alla base dell’alimentazione tipica di un ebreo dei tempi antichi, e questo valeva sia per i ricchi sia per i poveri. Era prodotto quotidianamente. Nell’Antico Testamento ci sono molti riferimenti all’alimentazione dei patriarchi. Sappiamo che Isacco coltivava la terra e seminava grano (Gn 26,12), ma che era anche goloso di cacciagione (Gn 27,3-4), che Esaù amava la zuppa di lenticchie al punto da rinunciare al diritto di primogenitura a favore di Giacobbe in cambio di un piatto di questa pietanza (Gn 25), e che Abramo cucinò e offrì ai tre angeli carne di vitello (Gn 18,6-8). Altri alimenti fondamentali per gli ebrei erano vino e olio d’oliva.

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La cultura e la religione ebraica escludevano alcuni alimenti, in particolare di origine animale, perché considerati impuri. Le ragioni di questa scelta sono probabilmente igienico-sanitarie, anche se nel tempo sono state confermate da principi etico-religiosi.

La focaccia d’orzo

Nella Bibbia leggiamo un particolare miracolo legato a una focaccia d’orzo: è il miracolo di Zarepta (Libro dei Re, 1.17). Il protagonista è Elia, che, mandato da Dio a vivere a Sarepta di Sidòne aiutò una vedova e il figlio in procinto di morire di fame a nutrirsi per giorni grazie a una giara prodigiosa nella quale la farina non calava mai e un orcio sempre colmo di olio, che la donna usava per cucinare una focaccia d’orzo.
L’orzo era un alimento fondamentale in tutto il territorio della Giudea. Nel libro di Rut leggiamo: “arrivarono a Betlemme quando si cominciava a mieter l’orzo” (Rut 1,23).

Il miele

Il miele era considerato un dono di Dio, ed era un alimento molto utilizzato e apprezzato dagli ebrei (Sal 18,10; Pr 24,13), tanto che la Terra Promessa era soprannominata “terra di latte e miele” (Es 3,8). Veniva raccolto in natura (Dt 32,13; 1Sam 14,25; 2Sam 17,29) e utilizzato sia crudo sia cotto, per cucinare dolci e pietanze, o per addolcire le bevande. Per la sua dolcezza il miele viene spesso paragonato alla Parola di Dio (“Oh, come sono dolci le tue parole al mio palato! Sono più dolci del miele alla mia bocca” Salmo 119;103) e all’Amore (“Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa, c’è miele e latte sotto la tua lingua”, Cantico dei Cantici 4:11). Giovanni il Battista si nutriva quasi esclusivamente di miele e locuste (“E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico” Mt 3, vv. 4)

L’olio

Dalle citazioni nella Bibbia scopriamo che l’olio veniva usato sia crudo sia per cuocere gli alimenti (Dt 7,13; Ne 5,11; Os 2,8) o impastare pane e dolci (Es 29,2). Era simbolo di prosperità (“Sia il favorito tra i suoi fratelli e tuffi il suo piede nell’olio.”, Dt 33,24), di gioia (“Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni” Sal 45,8), sapienza e benedizione di Dio.

Carne e pesce

Nel Vangelo di Luca leggiamo che Gesù mangiava pesce“Essi gli porsero (a Gesù) un pezzo di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò in sua presenza” (Luca 24:42-43). Tutti ricordiamo poi il miracolo dei pani e dei pesci raccontato in Matteo 14:17-21 e Giovanni 6,1-15. Nella Bibbia si fa distinzione tra carne bianca, tipo il pollo (considerata come la carne dei mammiferi), e carne di un pesce (che nasce dalla terra, come vegetali e grano). Vero è che, dopo il Diluvio, Dio aveva concesso agli uomini di mangiare carne: “Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe” (Genesi 9:2-3). Si consumava molto agnello, considerato il cibo del Signore, e citato in molti passi: gli Israeliti lo uccidevano per la cena pasquale, come ricordo del sacrificio dell’agnello prima di fuggire dall’Egitto.

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Il vino

Il vino è da sempre simbolo di civiltà, e, in ambito ebraico e poi cristiano, di tutti i doni provenienti da Dio. Dona consolazione, gioia e sollievo dalla sofferenza. Nella Bibbia gli ebrei bevono vino, ma mangiano anche uva ottenuta dalla vite e consumata sia fresca sia passa (“Quando un uomo o una donna farà un voto speciale, il voto di nazireato, per consacrarsi al Signore, si asterrà dal vino e dalle bevande inebrianti, non berrà aceto di vino né aceto di bevanda inebriante, non berrà liquori tratti dall’uva e non mangerà uva, né fresca né secca”, Nm 6,3; “Abigail allora prese in fretta duecento pani, due otri di vino, cinque arieti preparati, cinque misure di grano tostato, cento grappoli di uva passa e duecento schiacciate di fichi secchi e li caricò sugli asini” 1Sam 25,18; 30,12).

Ovviamente pensando a Gesù non possiamo fare a meno di ricordare il vino da Lui offerto nell’Ultima Cena, e che con questo gesto diviene simbolo di Salvezza e vita eterna: “Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” (Matteo 26,27-28).

La frutta

Gesù mangiava sicuramente anche molta frutta, in particolare i fichi, che nell’Antico Testamento rappresentavano insieme ai grappoli d’uva gli uomini buoni e che sono citati in molti passi delle Scritture, come per esempio “Gli diedero anche una schiacciata di fichi secchi e due grappoli di uva passa. Mangiò e si sentì rianimato, perché non aveva preso cibo e non aveva bevuto acqua da tre giorni e da tre notti” (1Samuele 30,12), oppure: “Non è un luogo dove si possa seminare, non ci sono fichi, non vigne, non melograni, e non c’è acqua da bere” (Numeri 20,5)Nel Vangelo di Marco troviamo Gesù intento a cercare frutti su un albero di fichi presso Betània (Marco 11,12-14). Tra gli alberi da frutto citati nelle Scritture, troviamo poi il melo, il mandorlo, il cedro, il carrubo, ma anche gelso, noce e molti altri.